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(a ciascuno il suo)

In Gemania l’integrazione è rimasta un miraggio

Posted by Adriana Bolchini on feb 19th, 2010 and filed under integralismo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

I turchi in Germania - se questa è integrazione......

I turchi in Germania - se questa è integrazione......

La prepotenza e l’arroganza della popolazione turca sulla popolazione autoctona tedesca e sugli immigrati non islamici non resta relegata soltanto all’ambito maschile, ma la violenza e l’arroganza si è estesa alle donne musulmane, in particolare le turche, che riunite in bande aggrediscono, offendono, minacciano e picchiano le donne non islamiche e d’altra parte è quasi impossibile aspettarci che i turchi facciano lo sforzo di integrarsi, quando il loro presidente Erdogan, ha sostenuto che l’integrazione è un delitto contro l’umanità, dimenticandosi che la Turchia sotto il suo comando sta turchisizzando i cittadini kurdi ai quali è proibito seguire le proprie usanze e le proprie leggi, anche se vivono in territorio curdo, semplicemente  annesso alla Turchia  Vedi il sito Newroz2009

Su Dolomitengeist   potete trovare alcuni esempi dei problemi generati appunto da quella che è diventata una convivenza insostenibile a discapito dei nativi, che hanno avuto il torto massimo non solo di accogliere masse di popolazione immigrata, ma permettere loro di mantenere le proprie usanze e i propri standard comportamentali, anche se questi configgono con la legge tedesca e violano i diritti umani.  

L’immigrazione però non ha portato solo difficoltà di convivenza pacifica, prevaricazione di gruppi sociali su altri, ora si sta verificando un cambiamento sociale del  quale non si vedono ancora chiaramente i contorni, infatti la comunità turca-musulmana ha manifestato chiaramente di non avere nessuna intenzione di favorire un armonico sviluppo di comunità miste, al contrario ogni azione è volta a separare i gruppi di appartenenza dagli altri, imponendo però la propria visione sociale infatti già anni fa, quando alcuni cittadini tedeschi si sono opposti alla costruzione delle nuove moschee si sono sentiti dire dai turchi: se non vi piace che noi costruiamo moschee, siete liberi di andarvene via dalla Germania.  Leggi su P.I.new  e vedi anche su Lisistrata   e lo studio sull’integrazione pubblicato dal Giornale di Vicenza

Questi enunciati sono veramente allarmanti perché dimostrano nei fatti che quello che i turchi hanno fatto e hanno intenzione di continuare a fare, non è stato l’emigrare in Germania o in Austria, per pura necessità lavorativa, ma sono emigrati per portare a termine un’invasione sociale e culturale, oltre che religiosa, che non ammette alcun tipo di integrazione e non accetta nemmeno la diversità che già esisteva prima del loro afflusso, omologando tutta la società sotto una legge aliena alla democrazia: la sharia islamica e già da molti campanili e minareti in Germania risuona la voce del muezzin che ricorda a tutti i musulmani.  Vedi su Dolomitengeist  il grido del muezzin: ”Allahu Akbar“  e questo grido era quello che precedeva le carneficine ed anche oggi i musulmani quando fanno manifestazioni non sono molto pacifici ed occupano spazi che non dovrebbero occupare, e non raramente finiscono in incidenti come in Francia, Danimarca, Olanda, Austria, Germania, Italia e durante alcune di queste manifestazioni sono arrivati ad invocare urlando il gas per tutti gli ebrei.

Il progetto di unificare le due sponde del Mediterraneo in un’Europa inesistente dal punto di vista geografico ed impossibile dal punto di vista culturale, è un progetto che i leader europei coltivano da anni e se dovesse andare in porto con tutte queste premesse e questi metodi,  porterà le società future ad avere scontri durissimi sul piano sociale, culturale, politico  e religioso, ed anche se l’invasione dell’islam non è avvenuta con le armi, non è improbabile che si scatenino feroci e sanguinarie guerre civili.

I politici europei hanno il dovere di accorgersi in quale “cul de sac” hanno ficcato la società europea.  La storia lo ha già dimostrato in altre esperienze passate, che le ideologie debbono essere realizzabili e non possono restare sul piano della fantasia o imposte a danno di una comunità sulla quale un’altra andrà a prevaricare, eppure sono più che evidenti i segni che dimostrano che stanno avvenendo situazioni che sfuggono ad ogni controllo:  dagli attentati di massa, agli omicidi mirati, fino al fatto che da moltissime città europee i nativi stanno letteralmente scappando e quelli che restano, perché non hanno i mezzi per andarsene, sono costretti a vivere da sudditi ed hanno perso i diritti che avevano conquistato attraverso le lotte sociali e la fatica profusa nei secoli precedenti.

Tutto questo è profondamente ingiusto e un giorno la storia bollerà questi politici pavidi, inetti ed ignoranti, come criminali, così come è avvenuto con quelli che li hanno preceduti e dalle cui disfatte, avrebbero dovuto trarre insegnamento ed invece perdurano nell’errore di presunzione e di arroganza in quanto ritengono che, avendo ricevuto un mandato dagli elettori, siano depositari del diritto di scegliere della vita e della morte dei cittadini che li hanno mandati    a rappresentarli.

Adriana Bolchini 

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