Adriana Bolchini Se vuoi la pace preparati alla guerra (Vegezio)

Adriana Bolchini Unicuique suum
(a ciascuno il suo)

trovata artistica per favorire il dialogo fra cristiani e musulmani

Posted by Adriana Bolchini on gen 31st, 2010 and filed under dhimmitudine. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

muezzin chiama i fedeli dal campanile di una chiesa cattolica

muezzin chiama i fedeli dal campanile di una chiesa cattolica

Una trovata artistica x favorire il dialogo fra cristiani e musulmani: Forti grida del muezzin si sono improvvisamente alzate dal campanile di una chiesa cattolica di Mainz, che ha lasciato storditi i passanti.

La pensata risponde a una trovata artistica, per rappresentare un appello alla convivenza pacifica tra musulmani e cristiani, almeno questo è l’obiettivo dichiarato dall’artista  Miriam Kilali.

Un anziano di Mainzer è così sorpreso  che deve fermare la sua bicicletta e domanda: “Ma dove siamo, a La Mecca?”  Piange sconvolto alzando gli occhi alla torre della cappella Antoniana cattolica.
E si alternano il suono delle campane e la chiamata alla preghiera di un muezzin.
Dal palazzo di una società di costruzione i dipendenti si affacciano confusi alle finestre. Anche alcune donne musulmane velate, sono incredule e alzano lo sguardo verso la chiesa. 

La chiesa cristiana non è stata venduta a una comunità islamica locale, anche se i locali  erano occupati dai musulmani, ma il suono di ciò che si sente è parte di un progetto insolito: l’arte.
“L’idea per la sua installazione sonora a Mainz, era nata molto tempo fa.
“Dopo il voto contro la costruzione di minareti in Svizzera, ho detto al 44enne Baunack Michael”
prete cattolico cresciuto a Magonza “di mettere in azione la sua cappella medievale.”
“Abbiamo avuto in questo paese avuto una brutta esperienza con L’esclusione di un gruppo particolare di popolazione “, spiega il suo coinvolgimento, “così abbiamo pensato di mettere sulla strada, la chiamata muezzin per l’ incontro fra i due suoni condivisi in una eco.”

“I cristiani sono perseguitati nei paesi islamici”, si lamenta un uomo anziano, “Ma noi qui dobbiamo dire sì a tutto e amen…”

Questo tema ha trovato spazio in un dibattito aperto e la stazione radio di propaganda musulmana ZDF ha infatti impegnato durante la conferenza con l’ARD Il 30% del proprio tempo di trasmissione, per relazionare in maniera positiva riguardo l’islam.  La ringrazio per il lavaggio del cervello, che l’Islam significa pace.

il sacerdote di Magonza Michael Baunack

il sacerdote di Magonza Michael Baunack

 

 Si consiglia il sacerdote cattolico Michael Baunack, della diocesi di Magonza, già dhimmi, di convertirsi all’islam, poi potrà come imam predicare nella moschea di Mainz.

 

Poiché la preghiera del muezzin è in lingua araba, è stata tradotta in tedesco e viene lanciata  fino a cinque volte al giorno dal minareto:
Allah è grande.  Allah è grande. Allah è grande.  Allah è grande.
Io testimonio che non c’è dio all’infuori di Allah. Io testimonio che non c’è dio all’infuori di Allah.
Testimonio che Muhammad è il messaggero di Allah. Testimonio che Muhammad è il messaggero di Allah.
Alla preghiera! Alla preghiera!
Alla salvezza! Alla salvezza!
Dio è più grande! Dio è più grande!
Non c’è altro dio all’infuori di Allah.

Così abbiamo visto anche il sacerdote cattolico inchinarsi davanti all’Islam, eppure l’unica cosa che i sacerdoti hanno in comune con l’Islam, sono le stesse di Mohamed: fratelli pedofili nelle loro file.

Il rettore della chiesa protestante della parrocchia di San Gallo sottolinea che tale azione è illegale ed è stato effettuato a loro insaputa e hanno condannato l’appropriazione indebita del Campanile e dell’edificio della chiesa ……  l’articolo prosegue qui, nella traduzione in Italiano di Google

Purtroppo, contrariamente a quello che sembra, in Italia la stampa è censurata sì, ma è censurata dalla sinistra, in quanto è quasi tutta in mano sua e di conseguenza le notizie che riguardano l’islam e le sue prepotenze, faticano ad arrivare al pubblico, al quale vengono taciute.  Per fortuna che c’è internet con cui si riescono a varcare i confini e a divulgare, pur se con molta fatica queste notizie importantissime, che danno la dimensione dell’invasione islamica, dell’islamizzazione forzata dell’Europa, della inettitudine della sua classe politica, della magistratura spesso connivente con gli immigrati e soprattutto di molti individui e sacerdoti della chiesa cattolica che sono da anni catto-comunisti e non riescono a capire di aver assunto un atteggiamento nichilista e suicida di fronte a una religione che in realtà è un sistema politico totale e totalizzante, invasivo di tutte le sfere della vita delle persone.

Cosa sarebbe successo se un artista avesse fatto mettere delle campane su un minareto? Avremmo visto nuove banlieu, chiese assaltate, case, negozi, automobili bruciate e ci sarebbero scappati anche dei morti, ma l’islam è “la religione di pace” o almeno questo è ciò che loro, gli islamici, continuano a sostenere e che gli imbecilli europei traditori dei propri valori scelgono di credere.

Quest’azione del muezzin è stato un atto dissacratorio, offensivo, malvagio, blasfemico.
Quest’azione ignobile è stata una vera bestemmia imposta alla comunità cristiana, che si è sentita profondamente violata e offesa.
E’ quanto meno curioso, che coloro che ci propinano questo multiculturalismo d’accatto si sentano legittimati ad impartirci lezioni di superiorità ideologica e morale, mentre calpestano le nostre profonde convinzioni e la nostra fede.
Come possono pensare di avere il diritto di far pagare a noi  le loro scelte scellerate, facendole passare per messaggi positivi, mentre traducono le loro azioni in pure violenze  spirituali come quelle andata in scena a Mainz?
Come mai certi sacerdoti non prendono in considerazione la sensibilità dei fedeli della loro stessa fede, quella dei propri parrocchiani e non si domandano il perché le loro chiese cattoliche sono sempre più disertate e il vuoto aumenta.
Come mai non comprendono che la gente non ne vuole più sapere di preti-imam e di imam predicatori d’odio che inneggiano alla sharia, fingendo il dialogo che va sempre e solo a senso unico: profanare la religione cristiana, i suoi simboli e la fede dei suoi fedeli!

E’ questo quello che ci aspetta negli anni futuri in Europa? Essere diventati uno sport nazionale il cui fine è dissacrare e violare la nostra sensibilità di cristiani?
Qualcuno si cura di noi in Europa, a qualcuno interessa ciò che pensiamo, ciò che desideriamo e ciò che rifiutiamo? Sembra proprio di no!

Io invece e come me, sono certa altri vorremmo capire come mai questa Miriam Kilali ha avuto un’idea così malsana. Forse è una delle tante artiste che con l’arte non sono nemmeno imparentate, ma nel suo vacuo e vuoto mondo di ricca viziata intellettuale radical chic, può permettersi ogni libertà e liberticidio.
E’ arrogante il suo pretendere di far passare per arte la profanazione di una chiesa cristiana non solo ha un coraggio da leone, ma ha anche una faccia come il culo.
La signora Miriam è così annoiata e così ricca da potersi permettere tutto questo, senza curarsi del dolore provocato ai fedeli cattolici? 
Poi mi domando anche come posso pretendere che una persona dal nome non occidentale, come quello di Miriam Kilali possa risultare sensibile verso la fede degli occidentali, se i sacerdoti di quella fede non lo sono e non rispettano i propri fedeli?

La confusione mentale va in scena, sembra di assistere ad una tragedia greca ove tutti i protagonisti sono votati al martirio, chi per scelta propria, chi per scelta altrui, certo che suicidarsi forse è un diritto, ma trascinare gli altri nel proprio suicidio è un crimine contro l’umanità.

Miriam Kilali è una criminale e il sacerdote che le ha concesso di realizzare questa arte blasfema è ancora più criminale di lei e non merita di restare sacerdote, dovrebbe essere spretato d’imperio.

Adriana Bolchini

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5 Responses for “trovata artistica per favorire il dialogo fra cristiani e musulmani”

  1. Urbano II scrive:

    Come ben dice, signora Bolchini, il prete dovrebbe essere spretato seduta stante. Se un prete crede in quel che predica non può certo offreire il campanile dell’edificio della sua religione a un’altra religione, altrimenti ammetterebbe implicitamente che il dio professato dal muezzin ha dignità di dio pari al suo e dunque che un dio vale l’altro tradendo i valori che un prete dovrebbe trasmettere ai fedeli. Questa è una prima osservazione.

    Seconda osservazione: la colpa, ovviamente, l’islam la addossa all’occidente e in questo caso alla Svizzera che con il suo voto, a vista dell’islam sempre più pervasivo e irrispettoso degli latri, contro i minareti ha leso la libertà dell’homus islamicus di far carne di porco di tutta l’Europa. La cosa peggiore è che questa tesi viene avallata anche da buona parte degli ambienti ecclesiatici e dalla sinistra schizzinosa ed elitara fino al ributtante in un parossismo convulso di masochista autolesionismo.

    Terza osservazione: si provi a mettere una campana su un minareto, anche solo per un giorno, e richiamare i fedeli la domenica alla preghieri. Dopo poco tempo vedremmo le nostre città invase da trogloditi col pugno alzato e minaccioso e i loro compagni di merenda, nei loro paesi natii, a bruciar bandiere e a prometterci odio e violenza eterna. La reciprocità, secondo alcuni (chiesa e sinistra, entrambe allo sbando per mancanza di adepti) dev’essere per forza a senso unico. Strano concetto di reciprocità.

  2. Urbano II scrive:

    Ancora un piccolo appunto
    Quelli di cui la signora Bolchini scrive, che ci propinano il multiculturalismo e si sentono legittimati ad impartirci lezioni di superiorità ideologica e morale, e calpestano le nostre profonde convinzioni e la nostra fede lo fanno con arroganza e disprezzo. Se uno di noi crede in dio diranno che sono solo delle stupide supertizioni, che dio non esiste, che la chiesa… e che i preti… e che le crociate…
    Tutti questi argomenti scompaiono di colpo se al posto di dio si parla di allà. Allora, si esige rispetto per l’islam e guai a dire mezza parola di più: giù improperi e accuse di razzismo e xenofobia. Due pesi e due misure. Dev’essere per forza xenofilia. Bisogna abbandonare la propria cultura e sposarne la prima arrivata. Bisogna dimenticare le proprie radici e prendersi quelle dei popoli socialmente perdenti e sottosviluppati costretti (in un piano più generale) all’emigrazione e all’esproprio dei nostri territori. Altrimenti non si sentirebbero proprio a loro agio. Si devono sentire come a casa loro. Devono fare fare da noi come a casa loro. E l’esempio di casa loro l’abbiamo sotto gli occhi. Vediamo ogni giorno l’odio e gli omicidi compiuti nel nome di quello che chiamano allà. Questo mondo si vuole imporre da noi. Con la complicità dei preti.

  3. Caro Urbano II, magari ti stupirà sapere che sono agnostica, ma questo non significa che sia contraria alla religione e alla fede in un dio, qualsiasi sia, che il mondo possa essere “figlio” di una creazione non dipendente da un dio, ma da altro, non mi fa escludere anche questa possibilità.
    Indipendentemente da questo, io credo che molti “fedeli” dall’una e dall’altra parte a modo loro bestemmino alla grande, sputando sul proprio dio.
    Gli uni per aver perso parte della fede e la strada maestra, per l’allargamento dell’interpretazione che fanno ora dei testi sacri, gli altri perché commettono ancora tante nefandezze, omicidi, violenze,torture, attentati e distruzioni annesse, in nome del proprio dio, sempre leggendo e interpretando a modo proprio un libro, riducono dio al mandante di assassini.
    Se dio esiste non è ne l’una ne l’altra cosa, perché questo dio descritto dagli uomini (non dimentichiamo che i libri li hanno scritti gli uomini, anche se hanno dichiarato di essere stati prescelti o ispirati dal verbo) è stato creato dagli uomini a loro immagine e somiglianza e non il contrario.

    Se dio esiste è ben lontano dagli uomini e noi davanti all’universo siamo proprio una nullità, ma ciò non toglie che vivo sulla Terra e le persecuzioni contro chiunque mi chiamano in causa e non posso non difendere chi viene perseguitato e non mi limito ad accusare il persecutore, ma voglio attirare l’attenzione su chi sbaglia di più e questi sono i: TRADITORI dei propri simili e della propria fede e questi mi fanno molta più rabbia dei persecutori, che almeno sono coerenti con la loro arroganza e forti nelle loro idee malsane.

  4. Urbano II scrive:

    Cara Adriana, non mi stupisce affatto sapere che sei agnostica. La cultura occidentale è così tollerante nei confronti degli altri e delle altre religioni che ciò non mi stupisce, mi avrebbe stupito, al contrario, se tu non fossi stata occidentale. Sono perfettamente daccordo con te quando sostieni che i libri li hanno scritti gli uomini ed essi rispecchiano gli uomini stessi che li hanno scritti (spacciandoli per testi ispirati da dio o nel caso del corano scritti da dio stesso). In particolar modo, nel corano il dio (chiamiamolo meglio allah perché non ha niente a che vedere con il dio misericordioso dei cristiani) è mandante di omicidi e persequzioni per mano dei suoi sicari: i buoni mussulmani. In tutte le religioni le buone azioni si assomigliano, tranno che nell’islam dove è buona azione uccidere un infedele all’islam, un kuffar (ingato). Viene dunque sovvertita la tassonomia di valori validi per tutto il mondo eccetto che per i mussulmani. Questa gerarchia di valori si contrappone a tutto il resto del mondo rendendo l’islam un’incarnazione del male stesso o di quello che si ritiene male secondo una scala di valori universale. Mi trovo daccordo con te anche quando affermi che ritieni i traditori dei nostri valori più colpevoli degli islamici stessi. Trovo anch’io che essi siano più colpevoli perché conoscono la nostra cultura e i nostri valori e permettono che si insinui il male tra di noi mentre gli altri, come tu ben dici sono coerenti con essi stessi.

  5. è tragico ma è proprio così, abbiamo i traditori in casa, stanno lavorando fianco a fianco dei “conquistatori” e abbiamo quelli che tengono le fila della “conquista” fuori dai nostri confini e combattere su due fronti insieme è un metodo che non porta quasi mai alla vittoria, è difficile, si è circondati e se non sopravviene un evento paragonabile a un aiuto esterno, è proprio difficile farcela.
    Ma io non mi fermerò mai, non basteranno le minacce e non serviranno neppure le cause, solo la salute e la morte mi potranno fermare. Preferisco morire libera che vivere schiava.

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