Divorziata condannata da integralisti. Fonte TG.com
Ancora orrore in Somalia, dove la pratica della lapidazione miete sempre più vittime. La tremenda fine è toccata a una donna di vent’anni, divorziata, accusata di adultario. A condannare la giovane un giudice collegato agli ‘Shabaab’, ritenuti il braccio armato somalo di Al Qaeda. All’esecuzione, avvenuta a Wajid – 400 km da Mogadiscio – hanno assistito duecento persone. Al compagno della donna, 29 anni, celibe, sono state inflitte 100 frustate.
La donna è stata interrata fino al collo e prese a sassate fino a quando non è morta. Prima di esser lapidata, alla donna era stato concesso di mettere al mondo un bimbo frutto della relazione con il 29enne.
Secondo l’applicazione rigida della Sharia, la legge coranica adottata dagli Shabaab, una donna non sposata – seppure divorziata – non può avere rapporti sessuali con un uomo. Se li ha, è ritenuta adultera e condannata alla lapidazione. L’uomo non sposato che ha rapporti sessuali è altresì passibile di 100 frustate.
Sono sempre più numerosi i casi di lapidazione decretati da Corti islamiche in territori sotto il controllo degli Shabaab. Nell’ottobre 2008 a subire il martirio a Chisimaio (estremo sud del Paese) fu una ragazza di 13 anni che era stata violentata. Il 7 novembre scorso la lapidazione per adulterio è toccata ad un uomo a Merka (località portuale a circa 90 km a sud di Mogadiscio). In quest’ultimo caso la compagna dell’uomo fu risparmiata perché incinta: secondo fonti concordi ha poi partorito, il bimbo è stato affidato alla famiglia, e di lei non si hanno più notizie. Il mese scorso, sempre a Merka, altri due uomini sono stati lapidati, ma per presunto spionaggio.
Un adultero è stato lapidato alcuni giorni fa e di simili forme di “giustizia” ne vengono applicate sempre di più e questo dimostra che quando prendono il potere, lo mantengono solo con la forza e il terrore. Non hanno alcun rispetto verso altre forme di cultura o religione, non mostrano pietà per nessun e non hanno alcuna vicinanza con i concetti che regolano la giustizia e la democrazia, tant’è che ovunque, nel mondo islamico e soprattutto in quello islamizzato cresce in forma esponenziale la barbarie e le persecuzioni verso chi è sopravvissuto e fa parte delle minoranze di altre religioni. A.B.G.
Somalia. Adultero lapidato, la sua amante, incinta, sarà punita dopo il parto
Secondo i gruppi Al Shabab, che controllano tutto il meridione del Paese, l’uomo avrebbe confessato davanti a un tribunale islamico
ROMA - Un uomo di 33 anni, colpevole di adulterio, è stato giustiziato tramite lapidazione davanti a una folla di trecento persone nella città di Merka, in Somalia. La sua amante, incinta, subirà la stessa sorte, ma solo dopo aver dato alla luce il bambino. Un rappresentante del gruppo islamico Al Shabab, che ha il controllo di gran parte del meridione del Paese, ha spiegato che l’uomo ha confessato la sua colpa davanti a una corte islamica.
L’ANNO SCORSO LAPIDATA UNA TREDICENNE - «Gridava e il sangue schizzava fuori dalla testa durante il lancio delle pietre; dopo sette minuti ha smesso di muoversi», ha testimoniato uno dei presenti alla Bbc. Nel mese scorso altri due uomini sono stati uccisi a colpi di pietre nella stessa città dopo essere risultati colpevoli di spionaggio. Nella città meridionale di Kismayo lo scorso anno un ragazzina di 13 anni è stata massacrata a colpi di pietre per adulterio. Secondo i gruppi di difesa dei diritti umani la ragazzina venne violentata.
Fonte Corriere della Sera del 7 novembre 2009
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